Tante volte si pensa come si faccia ad essere comandati a bacchetta, come si fa a far sì che una persona abbia un tale potere su di noi da comandarci con un banale schiocco di dita, questo schiocco di dita può essere un ordine la mattina appena alzati, un consiglio andando avanti nella giornata, un’imposizione a tarda sera, beh… Uno schiocco di dita nella vita a volte può essere tutto; una persona riesce a richiamarti a sé con uno schiocco di dita, con un banale gesto della mano, con due dita che si accavallano, riesce a fare di te un burattino, quattro filo ti tengono le tue due gambe e le tue due mani, cosa sei? Un burattino, un robot e solo questo.

Non puoi sapere come andrà a finire, non puoi sapere come andrà avanti, sai però quanto per te sia significativo essere quel robot, essere quel burattino, avere quei quattro fili, perché per te, pur sentendoti chiuso all’interno di un mondo che non è tuo, che è quello di un teatrino per un burattino o quello della fantasia o fantascienza per un robot, sapere che questi quattro fili ti legano alle cinque dita di una mano di una determinata persona, quella persona, per te è tutto, perché quella persona per te è tutto, non il saper di essere legato a lei.

Quella persona può essere tutto in determinate situazioni, per determinate ragioni, però è per te qualcosa di più, e sentire anche solo che si sta distaccando un poco alla volta, per te è deleterio, per te è letale.

Quindi vuoi che ci siano questi quattro fili, vuoi che ci sia un minimo collegamento, anche se capisci che è sbagliato, anche se capisci che potresti avere di più.

Sai benissimo che tutto quello che lei vuole è comandarti a bacchetta, sai benissimo che tutto quello che lei vuole è che tu le giri intorno, sai benissimo che tutto quello che lei vuole è lanciare l’amo ogni volta che vuole, ma ritrarlo ogni volta che tu stai per abboccare, perché vuole solo lasciarti l’idea che tutto ciò ci sia, vuole solo darti la falsa speranza che quello che tu speri possa accadere.

Tu ci credi… Tu ci credi perché sei un idiota bamboccione, sei il classico idiota bamboccione innamorato, però non ti accontenti, vuoi qualcosa di più, allora ricerchi di essere quel burattino, questa volta lo vuoi tu! Non lo vuole lei!

Quando lo vuoi tu è peggio, perché quando vuoi tu essere quel burattino, vuol dire che hai capito che non c’è più niente da fare per poter stare con lei, l’unico modo per riuscire ad arrivarci, anche se lontano da come vorresti tu, è essere quel burattino, diventare quel robot.

Tu ci giri intorno all’amo, ci giri intorno, e lei magari non ti considera, lei magari non si ricorda nemmeno che esisti, ma tu imperterrito ci giri intorno, e dai testate contro al muro dalla rabbia: per cosa in fondo?

Per qualcosa che c’è solo da una parte, la tua, dalla sua non c’è più niente, o forse non c’è mai stato niente, ma tu ci credi, tu ci vuoi credere che qualcosa ci sia stato e potrebbe ancora esserci.

Allora come diceva Aristotele: <<La speranza è un sogno ad occhi aperti>>, l’importante, secondo me, è chiuderli, cominciare a sognare veramente, perché finché si spera si è in contatto con la realtà, quando si sogna si è consci del fatto che stiamo pensando a qualcosa che non si potrà avere mai, e allora si crea distacco, e questa lontananza ci aiuta a superare tutto questo.

Dobbiamo solo chiudere gli occhi e sognare, lasciare la speranza per avere una nuova realtà, quella giusta.

Annunci