Ci avviciniamo sempre più al “giorno della memoria”, istituito per garantire il ricordo di ciò che è stato e che non si vuol far esistere di nuovo, istituito per non dimenticare i crimini commessi contro l’intera umanità da persone guidate da uno solo, per tenere viva la mente e far si che si capisca quanto è stato sbagliato ciò che è accaduto nella prima metà dello scorso secolo.
Ricordare è importante per non ripetere gli stesso errori, per far si che non accada di nuovo che, inizialmente all’insaputa di tutti e poi allo scoperto, tacendo coloro che sapevano, si provi a sterminare un intero popolo (ghenos in greco da cui “genocidio”).
Ebrei, Zingari, Ladri, Assassini, gente dell’Est, persone di colore e tanti altri ancora vennero uccisi nei campi di concentramento e di sterminio o a volte morirono per stenti o per ricerche chimiche volute dal regime Nazista.
Qual è la differenza tra Ebrei e Italiani, tra Ebrei e Tedeschi, tra Ebrei e Zingari, tra Zingari e Americani, tra Ebrei e Spagnoli? Nessuna, siamo tutti uomini e donne uguali! Non ci sono differenze!
E allora da cosa può essere nato un tale odio verso certi popoli e verso certe etnie? È semplice: dalla pazzia di un folle.Folle, ecco l’aggettivo che mi viene in mente se penso alla figura di Adolf Hitler.
Nulla di razionale vi fu nel suo “comando” della nazione tedesca.
Nulla…
Una lacrima si dovrebbe spendere nel giorno della memoria per tutte le vittime di questo periodo, una candela si dovrebbe lasciare accesa per ricordare ciò che è stato fatto loro.
Un gesto piccolo all’insegna del fatto che nessuno ha abbandonato quelle vittime! Che a tanta distanza di anni non sono sole! Chi è sopravvissuto, chi è morto e chi ha provato a ribellarsi al sistema, questi sono degli eroi! Persone alle quali è stata strappata la famiglia, che sono sopravvissute nel ricordo di anni duri e difficili, senza mezzi senza forza, ma con coraggio e determinazione alla vita!
Cosa fare? Impedire che si neghi l’esistenza di un avvenimento di tale portata! Impedire che si dimentichi il male che è stato fatto! Ricordare ogni giorno chi l’ha subito e far vivere in noi quel senso di odio verso tali atrocità che non ci porti a commettere un’altra volta o a lasciare che qualcuno commetta qualcosa di tale.

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