Squilla il telefono, speri, credi, cerchi, lo trovi e capisci che alla fine non è servito a niente cercarlo, che quella persona chi ti ha chiamato non volevi ti chiamasse.

Squilla il telefono, speri, credi, cerchi, lo trovi e capisci che alla fine non è servito a niente cercarlo, che quella persona che ti ha inviato un messaggio non volevi nemmeno sentirla.

Cosa fare allora ?

Aspettare, sperare, credere, cercare e trovare nuovamente nel caso in cui suoni, la sola sensazione ti rende felice, il solo pensiare.

Mike ragionava così, ogni volta anche se alla fine il telefono non aveva squillato, lui partiva alla ricerca, lo trovava, guardava il display e ricominciava ad aspettare.

Cosa aspettava ?

Nessuno lo ha mai saputo. Nessuno lo ha mai chiamato. Nessuno lo ha mai cercato a casa.

Cosa se ne faceva allora di un telefono ?

Forse gli serviva soltanto per credere in qualcosa che avrebbe voluto accadesse sapendo che alla fine non sarebbe accaduto, cosi almeno avrebbe potuto sperare per sempre, fino alla fine, perchè comunque quel sogno di aspettare qualcosa non sarebbe svanito nel nulla poichè non vi era niente che aspettasse.

Il telefono era sempre sotto carica, lui gli era sempre accanto, lo teneva come fosse un tesoro.

Sperava, credeva, cercava qualcosa da fare ma infine stava sempre accanto al telefono, avrebbe voluto muoversi, ma aspettava accanto alll’apparecchio e non si muoveva.

Quanti anni aveva dici ?

Forse troppi per ricordare cosa stesse aspettando, forse troppi per ricordare perchè stesse aspettando, forse troppi per ricordare che avrebbe potuto fare altro invece di aspettare un qualche suono dal suo tesoro.

Cosa aveva fatto in vita sua eh ?

Niente, benestante di famiglia, eriditiere da vedovo, senza figli: ricco abbastanza per potersi permettere di non fare niente, per potersi permettere di stare sdraiato sempre vicino al telefono, senza vizi e senza voglie da far sì che tutto il suo tempo fosse dedicato solo ed esclusivamente all’attesa, ad una << dolce attesa >> secondo lui.

Si può pensare che forse sia sbagliato vivere nel fare niente ogni giorno, vivere solo in una inesistente credenza di qualcosa che mai avverrà.

Forse Mike aveva capito tutto della vita, forse Mike aveva chiaro quale fosse il suo scopo, forse Mike aveva trovato la chiave per ottenere la felicità, forse Mike aveva compreso…

Compreso cosa ?

Compreso che bisogna pur credere in qualcosa per sopravvivere ogni giorno, bisogna pur vivere per qualcosa, bisogna pur decidere cosa fare di giorno in giorno, e lui faceva questo:

sopravviveva grazie a questa attesa, viveve per questa attesa, decideva sempre cosa fare di giorno in giorno, decideva di aspettare e sperare, ovvero di credere!

Mike, perchè questa storia ?

Perchè Mike è l’esempio vivente o meglio immortale del fatto che ognuno di noi se volesse per sempre seguire un sogno potrebbe, che ognuno avrebbe la forza di sopravvivere solo sperando un “che” alla fine inesistente, indissolubile, inafferrabile, grazie al quale ogni giorno andiamo avanti, per il quale lottiamo, con il quale speriamo.

Sperare, credere, cercare e trovare: forse secondo Mike era questo lo scopo della vita e chi meglio di lui lo ha mai messo in atto ?

Nessuno…

Lui sperava ogni giorno la stessa cosa, credeva la stessa cosa, cercava la stessa cosa, e forse anche trovava la stessa cosa, chi ci garantisce che alla fine lui vivesse nel fare niente ?

Nessuno…

Allora speriamo, crediamo, cerchiamo, troviamo quello che vogliamo proprio come Mike, come lui avrebbe voluto che noi tutti facessimo, come lui vorrebbe che tutti noi facessimo, come lui sempre vorrà…

Mike…

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