Il romanzo è una narrazione cronologica della vita della protagonista, dall’infanzia alla giovane età. Il narratore è Jane, un’orfana prima e istitutrice poi, che racconta di se stessa in retrospezione. Jane narra l’esperienza dell’ostilità di sua zia, a cui era stata affidata, della fame ed umiliazione subite presso la Lowood School, dove studiava per diventare insegnante, della sofferenza e perdita vissute a Thornfield Hall, dove si innamora del suo padrone, Rochester, uomo affascinante, quanto enigmatico, con un terribile segreto, nascosto nelle stanze dell’attico della casa. Sia Jane che Rochester sono costretti ad attraversare l’inferno della disperazione, prima di raggiungere il Paradiso di un’unione, fatta di conoscenza di se stessi, amicizia e passione. Jane rafforza il suo carattere, senza mai perdere il suo sano buon senso, bontà e fermezza. Rochester, spirito selvaggio e passionale, con una vena di sadismo, si può dire, è costretto dagli eventi a riconsiderare le sue scelte sbagliate e il suo passato. Egli impara come l’amore sia la fusione di anima e corpo, concetto molto lontano dal suo pensiero, accettando i venti avversi che gli travolgono la vita. Il romanzo è in parte romantico, in parte gotico (con i riferimenti alle misteriose e terrorizzanti presenze a Thornfield), in parte psicologico e moderno, nella descrizione di due personalità, il cui amore significa desiderio fisico, ma anche amicizia, mutuo aiuto, speranza e coraggio. Charlotte Bronte anticipa il femminismo, attraverso l’esaltazione della fiducia in se stessa, bisogno di autorealizzazione, indipendenza dello spirito e dignità personale di Jane. Con una vena di romanticismo, l’autrice vuole mostrare come l’amore sia più forte del destino e da tenere in considerazione al pari della realizzazione di sè

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