Una volta Thomas Gray ha detto :

“La noia,la rabbia,la paura sono i tre nemici più grandi della mia vita”.

Questa frase essendo molto profonda, colpisce qualsiasi persona la legga, dal più insensibile al più emotivo. “Noia”, “rabbia”, “paura”, tre parole che risuonano nelle giornate adolescenziali come le campane la domenica mattina. Analizzando attentamente questa frase, si può notare una sfumatura nascosta, che consiste nella parola “nemici”: Gray ha deciso di scrivere al posto della parola “protagonisti”, la parola “nemici”. Mi piace pensare che abbia scritto di proposito questa parola, non per caso. Il termine nemico è sinonimo di lotta, di voglia di zittire queste campane interne che fanno diventare grigie tutte le giornate. Questo è uno di quegli uomini che hanno vissuto con la spada tratta, pronti a ingaggiare un duello con la noia, a placare la rabbia e a guardare in faccia la paura. Infatti la vita è un continuo duello, una continua lotta contro i draghi interni che ognuno di noi ha dentro. Ad un primo impatto ci sentiamo indifesi come delle principesse, ma una volta guardato in faccia il problema, la indifesa fanciulla diventa un impavido cavaliere, pronto a tagliare la testa al drago. La nostra è un età di cambiamenti, di mutamenti psico-fisici che fanno un po’ paura. “Paura”; questa è la parola che fa più rabbrividire. E con questo termine non intendo l’uomo nero o il vampiro sotto il letto, ma intendo paura del mondo. Pian piano si inizia a capire che il mondo non è come ci si può aspettare o immaginare che sia , si capisce che le persone sono “cattive”, banalizzando eccessivamente. Forse ha ragione Edmund Burke a dire:

” E’ meglio vivere nell’incertezza che nella certezza di una falsità ” .

Questa frase appena letta può sembrare una fesseria, una sciocchezza. Leggendola più attentamente si capisce che è invece piena di significato, che questo mondo che si pensava fatto di luce e di amore, si scopre fatto di bugie e di ingiustizie. Pur essendo un ragazzo di fede, e con ciò non intendo la fede cristiana, ma quella fede che fa credere che tutto andrà a posto, che tutto si sistemerà da sé, faccio poco appoggio sulle persone che stimo, che ritengo fatali, in senso buono, anche se con loro vicino guardare al futuro farà sicuramente meno paura. Quello che sembra un abisso diventa una valle incantata.
Concludo dicendo che ho pienamente fiducia nel fato; spero che i desideri di tutti si realizzano, si possa diventare tutti delle persoe giuste, coscienziose e utili al prossimo.

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