Conclusasi la campagna d’Africa, il Mediterraneo era ormai sotto il pieno controllo degli Alleati, i quali potevano così sbarcare in Sicilia il 9 luglio 1943 ed occuparla agevolmente. Essi venivano accolti come liberatori dagli italiani, ormai esausti di quella guerra incredibilmente cruenta, che secondo le aspettative di Mussolini si sarebbe dovuta concludere presto,con un tributo di morti da far valere sul tavolo della pace e che invece si protraeva fin troppo con una violenza mai conosciuta in passato. I soldati italiani, armati ancora del vecchio moschetto che risaliva al 1891 e di bombe Ballila, non si sentivano più alleati dei tedeschi, verso i quali peraltro non avevano mai nutrito profonda simpatia. Per loro, ormai, ciò che contava più di ogni altra cosa era la fine della guerra e il crollo del fascismo, che ritenevano maggiormente responsabile dei loro guai personali e della immane tragedia che si era abbattuta sul Paese. Del resto, fin dall’inverno 1942-’43 il fascismo aveva perso quasi interamente il consenso da parte del popolo, che prendendo coscienza della estrema povertà nella quale versava, aveva cominciato a inscenare una serie di scioperi a catena, specialmente nelle città del Nord, duramente provate dall’incessante bombardamento degli Alleati. Ciò costituiva per il regime il primo campanello d’allarme, dopo tanti anni di consenso quasi assoluto. Il 15 maggio 1943, il re prospettò a Mussolini la possibile necessità di addivenire a uno sganciamento dall’Asse, in modo che le sorti dell’Italia, in vista di quella che si profilava come una vittoria schiacciante per gli Alleati, potessero essere separate da quelle della Germania, resasi responsabile di inaudite atrocità, a cominciare dallo sterminio di circa sei milioni di ebrei. di Vittorio Emanuele III, che affidò i pieni poteri al maresciallo Badoglio: l’incubo del fascismo era finito. La gente si abbandonò a manifestazioni di giubilo, i simboli del regime vennero abbattuti, ma la nuova situazione era molto confusa. Badoglio liberò i prigionieri politici, ma impedì la ricostituzione democratica dei partiti e annunciò che la guerra continuava. La popolazione si aspettava il ripristino della libertà politica, ma evidentemente coloro che avevano voltato le spalle a Mussolini miravano più che altro a una restaurazione mascherata.

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