In tempi passati, il razzismo ha condotto

a una lunga serie di soprusi inimmaginabili, che però la storia ha inciso a caratteri indelebili sulle coscienze di tutti gli uomini. Tutti gli uomini devono sentirsi un pochino responsabili di tante atrocità commesse in nome del razzismo. Ne è stata responsabile l’intera cultura occidentale, non tanto questo o quel popolo. In passato, gli europei emigrarono in America in massa, riducendo in schiavitù gli «sporchi musi rossi» che l’abitavano o massacrandoli. Essi vivevano serenamente e civilmente, ma avevano un difetto imperdonabile: erano ingenui. Credevano nell’amicizia, nella solidarietà umana e nel rispetto dei popoli. Gli emigranti europei avrebbero potuto avere tutte le terre che desideravano senza doverli massacrare o peggio ancora confinare nelle riserve, dove uomini abituati alla vita selvaggia in territori incontaminati finivano per lasciarsi morire tra la noia e l’alcol. Ma ai bianchi d’America non fu sufficiente estinguere le gloriose tribù indiane: essi pensarono che l’immane lavoro di insediamento che li attendeva non era adatto a loro e così deportarono milioni di neri dall’Africa, per farne altrettanti validissimi schiavi da far morire di fatica nel costruire città e mandare avanti le lucrose piantagioni. Li trattavano esattamente come animali: i proprietari terrieri li acquistavano al  mercato così come si fa per i cavalli, controllandone la dentatura e la muscolatura. E lo facevano con estrema naturalezza, convinti di avere a che fare con una sottospecie umana, da asservire perciò «giustamente» alla civiltà. Da allora è trascorso molto tempo e gli schiavi, lottando e tenendo duro, sono riusciti a conquistarsi la loro fetta di dignità e ad acquisire lo stato di cittadini a tutti gli effetti, anche se solo recentemente. Tuttavia oggi negli Stati Uniti il razzismo non è certo svanito completamente. Ciò non può, evidentemente, accadere soltanto perché la legge, almeno ufficialmente, non lo ammette più: gli uomini di pelle bianca godono ancora di privilegi nei confronti dei neri, che sono ancora considerati americani di seconda categoria. Moltissimi poliziotti sono neri, così come tanti pezzi grossi della politica, ma la maggior parte degli americani di colore ha un reddito più basso dei bianchi, e di conseguenza la criminalità comune vede come principali protagonisti i neri. In Europa, il culmine del razzismo è stato raggiunto durante il nazismo, quando milioni e milioni di ebrei, considerati una razza indegna di vivere negli stessi territori della razza ariana, quella «pura», vennero spediti nei di campi di concentramento e bruciati vivi nei forni crematori. Forse solo una improvvisa follia generale può spiegare simili crimini. I processi effettuati nel dopoguerra hanno svelato tutti i retroscena del genocidio. Eppure la lezione indimenticabile subita dal popolo tedesco sotto ogni punto di vista, non sembra aver dissolto del tutto le tendenze antisemite che caratterizzarono l’era di Hitler. Il neonazismo si riaffaccia nella nuova Germania e i suoi invasati sostenitori predicano la fondazione del Quarto Reich. Probabilmente si tratta di giovani che non hanno sufficienti stimoli culturali, che non si rendono conto di ciò che di bello, alla loro età, la vita può offrire. Forse la società tedesca offre pochissimo spazio ai giovani, che finiscono per non avere nulla di concreto in cui credere, per cui lottare. Penso che la fortuna dei movimenti neonazisti provenga dal desiderio di evadere dalla routine quotidiana per ricreare le condizioni che portarono Hitler al potere, quando la fiducia in un progetto fantastico quanto folle, infiammava le coscienze e spingeva la gente a dedicare la propria vita alla causa. Ciecamente, senza porsi il problema di essere o non essere nel giusto. Oggi, di movimenti di estrema destra, specialmente di impostazione giovanile, ne esistono tanti in Germania e in Austria, ma anche in Italia non mancano, e ciò che li accomuna è soprattutto l’odio incondizionato nei confronti di tutti gli immigrati, turchi, polacchi, africani. Ed ebrei, naturalmente. Il pericolo celato in queste recrudescenze storiche non sta tanto nelle dimostrazioni più o meno selvagge effettuate dagli skean heads e altri gruppi neonazisti, ma nel clima di permissivismo che consente loro di farsi notare e acquisire nuovi adepti. Si assiste così a pestaggi impuniti, a scoperchiamenti di tombe, razzie, aggressioni sia fisiche che verbali di ogni genere. Un fenomeno che andrebbe tamponato sul nascere da parte della Germania, forse un po’ troppo occupata ad assumere il ruolo di guida in una futura, possibile confederazione di Stati europei. Ma in quel caso, la presenza di un germe neonazista costituirebbe un grosso handicap.

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