<<Ma piano, quale luce irrompe da quella finestra lassù ? Lì è l’oriente e Giulietta il sole. Alzati o sole bello a cancellare l’invidiosa luna, pallida e livida di rancore, perché tu vestale sua sei bella, molto più bella di lei>>.

Il principio di Romeo e Giulietta lo conosciamo tutti, non in versi ma magari ne conosciamo il contenuto, è davvero quel capolavoro che la critica ritiene che sia ? Non è forse una banalissima storia di due amanti che impossibilitati a rendere pubblico il loro amore finiscono con il morire entrambi ? Il tema della pozione per fingere la morte è ripresa in molti altri romanzi, per citarne uno si può prendere in considerazione “ IL CONTE DI MONTECRISTO”, nel quale la piccola Valentine Villefort viene addormentata grazie ad una pozione che le somministra il presunto conte di Montecristo, ovvero Edmon Dantes, per permettere il matrimonio della stessa con il figlio del caro vecchio amico del padre di Edmon Dantes, l’armatore Morrel. E’ vero che anche questo romanzo è avvincente ed appassionante, la storia d’amore è simile, in quanto la famiglia Villefort non permette la realizzazione dell’amore fra i due, ma non è davvero più conosciuto di Romeo e Giulietta di William Shakespeares, che secondo me a confronto perderebbe parecchi punti.

La successione degli eventi, la trama quindi, è veramente così interessante cm sembra? Non è altro che come ho detto prima una banale storia d’amore, complicata ma banale, ne succedono ogni giorno.

Romeo, Giulietta … Giulietta, Romeo, sono solo due adolescenti in preda ad una “cottarella”, come si chiamerebbe al giorno d’oggi, o per come molti potrebbero intenderlo il “primo grande amore” se si possa definire grande, o sono veramente due ragazzi, che, seppure siano molto giovani, provano già qualcosa di enorme, incontenibile, immisurabile, a questo non c’è risposta, ognuno ne da una interpretazione diversa, secondo quello che pensa, non secondo ciò che ritiene più giusto.

Romeo, simbolo dell’innamorato “perso”, Giulietta, simbolo della amante “perfetta”.

Entrambi, simbolo di un amore irraggiungibile, del sopravvento che questo ha su noi “mortali”.

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