Sedeva alla finestra, pensava a come sarebbe stato il mondo se tutto quello che era successo non fosse accaduto, non esistevano risposte, le cose erano cambiate e basta, avrebbe voluto rivedere James, ma non poteva, era rinchiusa in una stanza, sola, impaurita, con gli occhi pieni di rabbia, e comunque non faceva altro che stare seduta, guardare fuori dalla finestra e pensare … Pensare … Pensare.

James la stava cercando da una settimana, lei non poteva muoversi, era tenuta prigioniera, ma lui non poteva saperlo, anzi, credeva che fosse andata via, che non volesse più parlargli.

Due giorni prima che lei se ne andasse avevano litigato, piatti rotti, bicchieri gettati fuori dalla finestra, urla notturne: tutto il vicinato si era svegliato; James pensava che lei se ne fosse andata. Provò a chiamare la madre di Kerry, ma non sapeva niente neanche lei, provò a chiamare il padre, dato che i suoi genitori erano divorziati, ma nemmeno lui sapeva qualcosa, infine dopo svariate altre persone tentò di farsi dire qualcosa da Susan, la migliore amica di Kerry, ma nemmeno lei era a conoscenza di dove fosse.

Passarono tre giorni da quelle telefonate, ma nessuno aveva notizie, nessuno si era messo a cercare Kerry, forse per il suo carattere, forse perché sapevano che non sarebbe mai stata in grado di intraprendere una storia, tutt’al più con una persona come James.

James era un ragazzo molto responsabile, seguiva una lista di cose da fare per ogni singolo attimo della giornata, era metodico, tranquillo, non amava viaggiare, era fondamentalmente tutto l’opposto di Kerry; lei amava viaggiare, non aveva mai pianificato un solo giorno della sua vita fino a quel momento, non conosceva la parola “ tranquillità”, era sempre in movimento, non aveva freni, era piena di vizi; tutto sommato erano due persone che si amavano molto, fino a quel momento, a quell’istante, in cui senza motivo lui la fece infuriare, lei perse la calma, sapeva che in qualsiasi caso James non avrebbe potuto fermarla e così se ne andò dopo il litigio.

Lui credeva fosse andata a prendere una boccata d’aria, e così sarebbe dovuto essere, se due uomini di malaffare non la avessero presa e gettata nel retro di un furgone, non le avessero tappato la bocca con del nastro adesivo, e non le avessero legato i polsi dietro alla schiena con una corda.

Erano le tre di notte e nella periferia di Washington c’era un gran frastuono, si esibivano in concerto i musicisti del quartiere, come ogni anno per il 4 Luglio: una banda di otto persone alla chitarra, tre al basso, due al saxofono e tre ragazzi di circa 23 anni al microfono; durante l’anno si incontravano ogni sabato sera e provavano dei brani, poi ognuno di loro proponeva un pezzo da fare, e alla fine si esercitavano sui brani scelti, uno da ciascun componente della band, se così la si può definire; provavano incessantemente, ogni sabato notte, e al concerto ogni anno suonavano diversi generi: il country, il blues, il jazz, il western, il punk, il rock, il metal… Ogni genere che veniva proposto dai membri del gruppo.

Proprio mentre c’era il concerto, quindi altoparlanti al massimo, casse al massimo e musica di qualsiasi genere “ a palla”, proprio in quei momenti fu rapita Kerry.

Nessuno si accorse di niente, tutti erano talmente presi a guardare il concerto che nessuno sentì il furgone, le sue sgommate, i rumori al suo interno e le grida della povera ragazza. James si accorse che Kerry era sparita solo quando il giorno dopo, essendosi svegliato, notò che Kerry anche se dopo la litigata di due giorni prima le cose erano tornate a posto, dopo il concerto non era rientrata a casa.

James si spaventò e appunto fece quel giro di telefonate.

Lo stesso giorno girò in macchina tutto il quartiere e anche gli isolati vicini, ma non la vide, provò e riprovò a chiamarla al cellulare ma lei non rispondeva, ad un certo punto, dopo l’ennesima volta che provava a chiamarla, il messaggio registrato automatico dava segnale che il telefono era spento o al momento non raggiungibile, James capì che la batteria si dovesse essere scaricata, e così abbandonato l’unico collegamento con Kerry, chiamò un suo amico che lo accompagnasse a fare la denuncia di scomparsa.

Mark lo accompagnò a fare la denuncia, entrarono in caserma e chiesero di un sotto-ufficiale per fare la denuncia, parlarono con il sovrintendente Thompson che registrò la denuncia e prese i dati di James:

James Farenight

25 South-Avenue

Nato il 14 / 06 / 1978

Nato a Chicago ( ILLINOIS)

Residente a Washington quartiere 8

Coniuge della scomparsa

Possiede una Cadillac nera metallizzata con capote cabriolè

Dopo aver registrato i dati fondamentali, oltre la denuncia, James chiese di essere informato costantemente ogni giorno sulle indagini che la polizia avrebbe svolto. James sapeva che la polizia di Washington non avrebbe preso in grande considerazione la denuncia di scomparsa di Kerry, dato che molti conoscevano il carattere di Kerry e sapevano che era nel suo stile abbandonare tutto, lasciar perdere persino il suo matrimonio, aveva abbandonato la famiglia anni prima, la scuola, il lavoro, i piaceri, ogni cosa che cominciava a fare, dopo un po’ di tempo smetteva, seguiva una cosa sola nella vita, il cuore, ma non il cuore inteso come sentimento di amore, il cuore come decisione improvvisa e istantanea di fare qualcosa o di abbandonarne un’altra.

Dopo quattro giorni dalla denuncia, James ricevette una telefonata, erano i rapitori. James si sarebbe dovuto presentare, quattro giorni dopo, in Virgina nella cittadina di South-Hampton con una valigia contenente 15’000 $. Lui non aveva tanti soldi in banca, aveva trovato lavoro da poco, e non veniva retribuito assai bene, avrebbe dovuto chiedere un prestito per quei soldi, o sennò rivolgersi alla polizia, ma i ricettatori erano stati chiari, << NIENTE POLIZIA O LA UCCIDEREMO >>.

Quelle parole continuavano a perseguitarlo dalle tre di notte, ora in cui ricevette la telefonata, non lo lasciavano in pace un momento.

James provò il giorno dopo a chiedere un prestito alla sua banca, ma siccome il suo lavoro non garantiva una copertura del prestito e i genitori erano morti e non potevano garantire per lui, dovette desistere da questa idea. Il pomeriggio dello stesso giorno, andò nel garage di casa sua e riempì diversi scatoloni con cianfrusaglie e oggetti vari che non gli interessavano più così da poter ricavare un po’ di soldi dalla loro vendita.

Due ore dopo aveva posto ogni oggetto su un tavolo nel suo piccolo giardino e aveva invitato tutte le persone che conosceva per far si che acquistassero qualcosa; ogni merce aveva il prezzo che oscillava dai 15 ai 20 $, alla fine della serata aveva messo da parte circa 4’000 $, ma non bastavano, avrebbe dovuto averne altri 11’000 per poter pagare il riscatto chiesto per Kerry.

Mark provò a parlare con lui e James gli raccontò tutta la storia, il rapimento, la conversazione coi rapinatori, il riscatto richiesto, i soldi che mancavano, e Mark ebbe una splendida idea: organizzare una festa per il quartiere e chiedere come quota di partecipazione 20 $; James accettò l’idea e si mise all’opera, chiamò quattro ragazzi tra i musicisti e gli chiese se gentilmente fossero venuti a suonare gratis a casa sua per una festa, e dato che sapevano in che condizioni si trovasse James, accettarono; poi fece un giro di telefonate agli amici più lontani da casa sua e li avvisò della festa che stava organizzando e li invitò fece in altro modo con i vicini di casa: lasciò appeso con un pezzo di scotch ad ogni porta un foglietto con cui richiedeva obbligatoriamente la partecipazione di ogni famiglia e assicurava il divertimento assoluto.

La sera del giorno dopo casa sua era affollata di gente, il giardino gremito di ospiti e persino in garage c’erano i soliti quattro ubriaconi seduti su sedie pieghevoli di plastica a sorseggiare la birra che si erano portata da casa. James era felicissimo aveva fatto una media di circa 40 persone e anche se non erano molte, avrebbero contribuito a fargli mettere da parte un altro po’ di soldi, per l’esattezza 800 $, non che fossero molti, ma erano sempre qualcosa.

A fine serata James aveva incassato anche più del previsto, poiché alcuni suoi amici, sapendo la situazione che stava vivendo gli aveva dato qualche cosa di più che la cifra richiesta; James si mise a contare i soldi sul tavolo e dopo due aver ripetuto due volte il conteggio fu certo di aver raccolto circa 1’120 $.

Il giorno dopo ricevette un’altra telefonata dai rapinatori, che gli chiedevano quanti soldi fosse riuscito a trovare, e lui rispose che aveva con se solo 5’120 $, i ricettatori gli riferirono che per loro era sufficiente quel denaro, che tanto non sarebbe riuscito a trovarne altro e che quindi si sarebbero dovuti incontrare il giorno dopo nella città stabilita alla tavola calda di Rose-Mary Ellevan.

James conosceva quella tavola calda, ci era stato diverse volte con i suoi genitori quando da piccolo aveva abitato là per qualche anno dato che suo padre era nella marina militare. Pensava che qualcuno si ricordasse di lui, che volesse fargliela pagare per qualcosa o fatta da lui o fatta da suo padre, ma non si ricordava, era troppo piccolo; comunque stessero le cose, era costretto ad andare là, in primo luogo perché lui amava Kerry, e poi soprattutto perché voleva sapere quali erano le persone che la avevano rapita, per poi fargliela pagare un giorno.

Come previsto il giorno seguente alle 11:00 di mattina lui sedeva al terzo tavolo a destra della porta d’ingresso all’interno della tavola calda, dopo circa 15 minuti entrarono nel locale due uomini, vestiti uguali: cappello in jeans, maglietta nera con sopra una camicia a mezze maniche, e pantaloni corti color verde acqua. James non li vide dato che era girato di spalle, e loro si sedettero al tavolo dietro il suo, uno gli disse di non voltarsi e l’altro gli chiese di far scorrere la valigetta coi soldi sotto alla panca dove era seduto, uno dei due prese la valigetta e quello vicino alla finestra disse a James che Kerry era nel fienile degli Adams, due anziani signori che non uscivano di casa da circa venti anni, data la veneranda età, e gli dissero che la chiave per accedere al fienile la avrebbe trovata sotto al trattore parcheggiato accanto al fienile, sotto il quale avevano messo una scatola di metallo con dentro la chiave, affinché non andasse perduta.

Lui fece esattamente quello che gli avevano chiesto i ricattatori, e dopo aver aperto la porta di quel fienile vecchio e pericolante, in un angolo vide lei, Kerry, non aveva una bella cera, era pallida, non gli rispondeva quando la chiamava, era denutrita, stanca, infreddolita e non si reggeva in piedi, lui la sollevò da terra, la prese in braccio e la mise nei sedili dietro della sua Cadillac, non sapeva quale via prendere per andare all’ospedale e così chiese informazioni, dopo si diresse al County General Hospital, l’ospedale della contea dove si trovava e la portò al pronto soccorso, il medico lo tranquillizzò dicendogli che non era nulla di grave, ma che comunque sarebbe dovuta rimanere in ospedale per accertamenti.

James andò nella stanza dove avevano messo Kerry e vedendola sveglia le si diresse incontro e la strinse forte, lei contraccambiò e disse che senza di lui non ce l’avrebbe mai fatta, e gli chiese di raccontargli tutto per filo e per segno.

James si fece dare una sedia dall’infermiera al banco accettazione e si sedette vicino a Kerry, iniziò a narrarle dall’inizio ciò che aveva fatto, lei era sorpresa da tutto quello che lui le diceva, non credeva che il suo amore fosse tanto grande da spingerlo a fare quelle cose, ma poi si accorse che anche lei provava un sentimento molto forte nei suoi confronti, e dopo uno scambio di sguardi appassionati, lei si alzò e gli chiese di tornare a casa, che non voleva passare un minuto di più in quella città dove era stata rinchiusa ian un fienile, così James firmò i moduli per la dimissione senza il permesso del medico e andarono a casa loro, a Washington.

Dopo essere entrati in casa, lei si assicurò di aver chiuso bene la porta, era diventata paranoica dopo quello che aveva subito, e chiese a James di aiutarla a fare le valige, di mettere tutto in macchina e di andare via con lei, lui fece questo incondizionatamente, ultimamente si accorse di amarla molto più di quanto credesse in passato e si rese conto che per lei avrebbe fatto qualsiasi cosa.

Kerry si sedette in macchina e aspettò che James avesse finito di caricare i bagagli su di essa, e insieme scapparono da quella città maledetta, dove tutto era cominciato e dove tutto sarebbe dovuto finire.

James accese l’auto e partì alla volta di una nuova città alla volta di una nuova vita, di una nuova storia da vivere, di un nuovo amore da plasmare.

Arrivati in Florida dalla Virginia, comprarono un piccolo terreno a Spring Hill piccola cittadina sulla costa occidentale della penisola della Florida, James costruì una casa con l’aiuto di alcuni vicino con cui aveva stretto subito un buon rapporto di amicizia, e Kerry fu costretta a trovarsi un lavoro nel frattempo, in modo da sostenere le spese di costruzione della casa.

Avendo finito di costruire la casa, anche James si trovò un lavoro, andò a fare il falegname presso un mobilificio in centro città, dato che aveva acquisito manualità durante la costruzione della casa, e Kerry continuò a fare la cassiera dentro un piccolo supermercato di Periferia, ciascuno pensava solo all’altro costantemente, e ogni giorno, e ogni notte, la loro relazione si solidificava sempre più e si basava su un amore reciproco, indeterminabile ed eterno.

Passarono giorni da quel momento in cui fuggirono dalla cittadina di South-Hampton, passarono mesi dal momento dell’abbandono degli amici, passarono anni dall’addio ai propri cari, ma nessuno seppe più niente di loro, nessuno venne mai a conoscenza di dove fossero andati, del perché fossero scappati, del perché non aveva detto niente a nessuno.

Nessuno …

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