L’odio verso una persona … Riusciremo mai a placarlo ? Riusciremo mai a trasformarlo in amore ? Per rispondere a queste due domande bisogna risalire al principio dell’odio, ovvero alla domanda : << Perché si odia qualcuno ? >>. Si odia qualcuno perché non riusciamo a capirlo del tutto, perché a noi sembra così diverso che per autodifesa tendiamo ad emarginarlo, ad escluderlo. Si odia qualcuno perché, non sentendosi benvoluti da questo lo cerchiamo di nascondere da noi stessi e con l’odio riusciamo in questo perché si evita di parlarci, di vederlo, di fare discussioni e tante altre cose. Mi sembra opportuno citare Jim Morrison: << Quando odiamo qualcuno, odiamo nella sua immagine qualcosa che sta dentro di noi >>; questa frase rappresenta il succo della questione “ ODIO”, ci fa capire che non odiamo una persona perché diversa da noi, ma la odiamo perché vediamo in lui o lei qualcosa che non ci piace di noi, o che ci piace tanto, che però è nostra e dentro di noi è destinata a rimanere. Se critichiamo una persona perché troppo dolce, vuol dire che noi, nel nostro piccolo siamo dolci in egual misura, però che non vogliamo far credere alla gente di esserlo, che non vogliamo farci passare per persone dolce, ma cerchiamo di nascondere il tutto e non lasciar trasparire nulla fingendosi quello che non siamo, quelli che non saremo mai e quelli che la società vuole che siamo. L’odio verso una persona quindi si potrebbe paragonare all’odio verso noi stessi, o addirittura verso quei nostri caratteri che sappiamo di avere ma che non vogliamo mostrare, che non vogliamo appaiano, ma che in fondo sono quelli che ci caratterizzano di più, quelli che ci mostrano come originali e unici. Allora facciamo nuovamente una citazione ma questa volta da Oscar Wilde: << Essere naturali è una posa difficilissima da mantenere >>; perché Wilde ha detto ciò ? Forse perché anche lui sapeva quanto la società intesa come insieme di persone che ci circondano, voglia che gli altri siano diversi da quelli che sono, e che quindi noi stessi si debba essere diversi da noi. Forse perché riconosceva la difficoltà di essere se stessi, riconosceva quello che si deve affrontare, problemi, difficoltà, errori, essendo noi stessi, forse perché anche lui aveva provato ad essere se stesso, ma poi non ci è riuscito, proprio perché forse non sarebbe stato adatto al mondo che lo circondava. Queste sono solo mie ipotesi, senza basi,senza fondamenta storiche e veritiere, ma ritengo che ognuno di noi sappia che non è veramente se stesso, ma che con ogni persona che conosce, che incontra ha mille facce diverse l’una dall’altra, perché sa quanto sia difficile farsi accettare per quelli che si è e sa bene anche che è più facile far credere ad una persona che si è diversi e quindi simili a come vorrebbe quella persona che fargli credere e fargli capire quando noi siamo unici, rari, originali, meravigliosi se solo si potesse essere noi stessi. Non credo che dopo una così piccola mia riflessioni Io possa cambiare il modo di essere di ciascun individuo, ma credo che quando avrete finito di leggerla, capirete quanto sia importante essere se stessi, e quanto sia irrilevante assomigliare al prototipo che la gente si è fissata in mente di noi, spero che ognuno abbia il coraggio un giorno di essere se stesso e di essere uguale, o meglio di avere la stessa faccia con tutti, affinché il mondi sia un posto migliore e sia anche un posto più vero.

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